Mater_aRte: Critica di Debora Ferrari

Solo chi ha necessità di un tocco delicato,
sa toccare con delicatezza.
(Hermann Hesse)

C’era una volta e c’è ancora… 

Un pastello colorato che ha incontrato una mano che ha scoperto un foglio… Ne è uscito un disegno -direte voi! Ma no, un disegno lo possono fare tutti. Ne è uscito un mondo! Valentina Pasta fa nascere mondi dove possiamo camminare, sognare, stupirci, ridere, commuoverci, perderci e ritrovarci.

La mostra negli spazi del Melograno vuole aprirci a sensazioni emotivamente forti anche nella loro delicatezza, perché tutti i lavori presentati da Valentina Pasta hanno il carattere di un sincero sentire. Le opere realizzate in questi anni e qui esposte, comprese le ultimissime, vibrano dell’esperienza della maternità intesa soprattutto come generativa, come accoglienza, come capacità di lasciar vivere e sviluppare i sogni altrui, come periodo di fatica e immensa gioia.

Le tavole hanno le sfumature di tutti i sentimenti, pastelli e acquerelli si rincorrono a creare mondi ma anche a esaltare l’individuo, portato al centro di ogni situazione con la varietà delle proprie emozioni.

Innamorata del colore fin da bambina, ha approfondito la sua passione prima all’Istituto d’Arte Fausto Melotti di Lomazzo e poi all’Accademia di Belle Arti di Brera specializzandosi in Decorazione Pittorica. Questo aspetto, questa capacità e questo motore di ispirazione restano a impreziosire la narrazione del suo racconto aggiungendo elementi consoni capaci di portarci una visione di altrove che non sarebbe mai esistita prima del suo segno.

Le sue tecniche:

acquarelli; tempere; pastelli ad olio; collage; matite; pastelli a cera e molto altro, con un immenso amore per le carte.

Le sue composizioni:

dentro uno sfondo che vibra di energia cromatica, la narrazione si compone sempre su diagonali e parallele che anche nell’unicità del gesto o dell’immagine rappresentata contiene un dinamismo intrinseco che porta l’occhio a navigare dentro ogni particolare. Le dimensioni delle tavole sono contenute come devono essere, ma di tanto in tanto Valentina spazia e si apre e crea quadri che vanno oltre la tavola, e allora è il mondo a parlare dentro ogni tocco, nell’ombra di ogni strato e sfumatura.

Nel panorama dell’illustrazione italiana e contemporanea, anche a firma femminile, Valentina spicca con la sua personalità delicata e la delicatezza è un punto di forza della sua arte. Sa toccare i temi con precisione, sa andare al nocciolo del senso, sa dosare contorni e campiture piene in perfetta armonia con ciò che vuole raccontare. C’è un profumo nei suoi colori che rendono naturali le sue illustrazioni, le rendono vivibili, da camminarci dentro, con gli occhi e coi piedi. Questo perché la sua leggerezza non va in contrasto con la fermezza e la determinazione del suo tratto, anzi, le esalta con esperienza e sapienza. Nella mostra che celebra il senso della maternità in ogni aspetto, si può cogliere il potere evocativo e generativo della sua arte, sempre votata al pensiero positivo, anche quando la riflessione può non essere felice. Nella parola Mater è contenuta la parola Arte e la maternità si esprime a vari livelli, anche creativi e compositivi. Il colore, i personaggi, la trasfigurazione del messaggio, danno un senso di cosmogonia compiuta, dove la partecipazione di elementi naturali (fiori, lucciole, stelle, sole…) e l’azione degli esseri umani (grandi e piccini) è sullo stesso piano -anche compositivo- senza alterarne i rispettivi valori e differenze. Le sue opere creano dialogo, dentro e fuori. Ci si fa prendere per mano dalle tavole di Valentina, ci si immerge e se ne esce trasformati.

Perché l’arte è anche questo: vivere appieno ciò che ognuno può immaginare o farsi prestare per andare oltre, per capire ciò che sfugge, per trovare un nido colorato dove riprendere confidenza con tutti i sensi.

Debora Ferrari